Il Matrimonio nel Meridione d’Italia: scopriamo oggi le tradizioni, alcune ancora vive ed altre non più seguite, in Basilicata, Calabria e Campania, dalle quali prendere spunto per il tuo evento nuziale, grazie a Galleria d’Arte Scarano.

Di seguito, vi elenchiamo le tradizioni che ancora vengono seguite nelle regioni del sud Italia, dove il Matrimonio è una festa per gli sposini, per i familiari e per tutti gli amici. Un evento unico, che merita la più grande attenzione ad ogni minimo particolare, dove seguire le usanze diventa quasi un obbligo. Dove ogni angolo, ogni paesello ha una sua tradizione particolare.

BASILICATA
La dominazione germanica a Matera ha lasciato in eredità il Morgengab o dono del mattino:
rappresenta una sorta di riconoscimento dato dal marito alla moglie, dopo la prima notte di nozze.
Altra usanza del passato era quella del rituale del matrimonio con gli alberi, la cui cerimonia consisteva in tre giri di danza intorno ad un albero prestabilito, durante i quali lo sposo diceva “Albere senza foglie quest’è la mia moglie” e, a sua volta, la sposa rispondeva “Albere mie fiurite quest’è lu mie marite“.
Il rispetto degli alberi è evidente anche in altri piccoli gesti compiuti ancora oggi dalle coppie lucane.
Ad esempio a Tricarico i neo sposi devono passare, dopo la cerimonia, sotto un albero di gelsi.
In ultimo, non si può non citare l’antica usanza del ceppo lasciato dal ragazzo davanti casa della ragazza che si voleva prendere in moglie.
La giovane aveva due possibilità:
accettare il dono e, quindi, anche il ragazzo, oppure rifiutarlo facendolo rotolare via.

CALABRIA
Un’usanza tipica, e ancora rispettata, comune anche a quasi tutte le regioni meridionali, è quella del Corredo nuziale, che la sposa doveva portare con sé nella nuova casa coniugale.
Sin dalla tenera età della ragazza, le nonne e le mamme preparavano le coperte fatte a mano e iniziavano a comprare, poco per volta, tutta la biancheria che sarebbe stata necessaria in futuro alla figlia:
da quella per il letto a quella del bagno, fino a quella personale. Senza dimenticare il servizio per la cucina:
i piatti per le grandi occasioni, i bicchieri di cristallo, la batteria di pentole, il servizio da te e caffè ecc. ecc.
Oggigiorno, sono le ragazze stesse a provvedere al proprio corredo, in modo che sia meno “datato” rispetto a quello che potrebbero collezionare, poco alla volta, le mamme e le nonne.
Esisteva poi un’altra tradizione, in voga ancora oggi nei centri più rurali: la preparazione del primo letto.
In sostanza tutte le donne di casa tranne la futura sposa, si ritrovavano pochi giorni prima della cerimonia e si occupavano della “vestizione” del letto per la prima notte di nozze.
Una differenza  rispetto al settentrione, è l’aggiunta dei “compari di anello” ai testimoni di nozze, una coppia di amici che si offre di acquistare e portare in chiesa le fedi nuziali.
In altre regioni, difatti, il ruolo è ricoperto sempre dai classici testimoni, mentre qui, come in altre aree del sud, come la Campania, vengono aggiunte queste due figure in più.

CAMPANIA
In quasi tutti i paesi, ma anche città e nei grandi centri, è ancora viva l’usanza della “serenata“.
A Teora, piccolo centro in provincia di Avellino, ad esempio c’è anche un festival. La sera prima del matrimonio il futuro sposo usa recarsi sotto il balcone dell’amata in compagnia di cantori locali per dedicarle canzoni d’amore in attesa che lei accenda la luce e si affacci al balcone.
Una sorta di primo “si” della futura sposa, poi confermato il giorno seguente davanti all’altare durante il classico rito religioso, che qui non manca quasi mai.
Ancora oggi in alcune zone al confine con il Lazio si usa, durante il ricevimento, “bombardare” piatti e bicchieri ancora pieni:
il vino versato porta allegria e spensieratezza, mentre i piatti rotti stanno a simboleggiare la verginità della sposa.
Altra tradizione è la famosa “Scrippella”, dolce tipico di Mondragone, in provincia di Caserta, da regalare ad amici e parenti, anche non invitati alla cerimonia, da consegnare almeno due settimane prima del matrimonio, la cui ricetta è conosciuta solo da pochissime donne esperte e tramandata di generazione in generazione alle proprie figlie e nipoti.
Una tradizione antica che però va sempre più in disuso: considerare di cattivo auspicio il matrimonio svolto nel mese di Maggio, mese dedicato alla Madonna, e quindi si evitavano altri festeggiamenti.

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